A Venezia... un dicembre rosso shocking
di Nicolas Roeg
Uk/Italia 1973, 110'
Programma:
- Lunedì 26/10/26
- Ore 20:15
- Savoia Cityplex
Titolo originale: Don't Look Now
Soggetto: Dal racconto di Daphne du Maurier
Sceneggiatura: Allan Scott, Chris Bryant
Fotografia: Anthony B. Richmond
Montaggio: Graeme Clifford
Musica: Pino Donaggio
Scenografia: Giovanni Soccol
Interpreti: Donald Sutherland (John Baxter), Julie Christie (Laura Baxter), Hilary Mason (Heather),
Massimo Serato (vescovo Barbarrigo), Clelia Matania (Wendy), Renato Scarpa (Commissario Longhi)
Produzione: Peter Katz
Distribuzione: Tamasa Distribution
Sinossi
Dopo la tragica morte della figlia, l'architetto inglese John Baxter si trasferisce a Venezia con la moglie Laura per lavorare al restauro di una basilica. Una misteriosa catena di omicidi, una bambina con un impermeabile rosso, una serie di visioni premonitrici trasformeranno l'esperienza in un'ossessione.
Following the tragic death of his daughter, english architect John Baxter moves to Venice with his wife, Laura, to work on the restoration of a church. A mysterious string of murders, a little girl in a red raincoat, and a series of premonitory visions turn the experience into an obsession.
Note di regia
Cercavo una storia, un racconto che in qualche modo completasse – o portasse avanti – un certo filo conduttore. Ricordi la scena all'inizio del film in cui Julie Christie cita la domanda di una bambina: «Se il mondo è rotondo, perché l'acqua ghiacciata è piatta?», e Donald Sutherland risponde: «Niente è come sembra»? Questo non è presente nei dialoghi del racconto di Daphne du Maurier (…), ma costituisce la chiave dell'intera premessa, e rispecchia esattamente la mia visione della vita. Senza voler sottolineare eccessivamente tale premessa, ho cercato di mantenerla all'interno di una struttura narrativa diversa da quelle adottate in Sadismo e L'inizio del cammino. Anche quelli erano racconti, naturalmente, ma si muovevano su binari differenti. Uno era un film fatto di emozioni e idee; l'altro volevo che fosse (...) una sorta di documentario che si avvale di una forma narrativa. Ora volevo realizzare un altro film, sviluppando un'idea analoga, senza però perdere di vista il racconto.
(Nicolas Roeg, da BFI Southbank Programme Notes)
La critica
Il regista britannico realizza uno dei suoi capolavori, attraversato da un’incredibile furia visionaria, grazie anche ad un montaggio innovativo e non convenzionale.
Non è meno misterioso l’ingaggio di Pino Donaggio per la composizione delle musiche. Avvistato su un vaporetto da Ugo Mariotti, uno dei produttori del film, il musicista veneziano viene coinvolto nel progetto per comporre quella che di fatto sarà la sua prima colonna sonora.
Il background di Donaggio, legato per lo più alla canzone italiana tradizionale, viene impiegato per un lavoro a metà tra primitivismo (i minimali accenni di piano, associati alla presenza della bimba morta) e una raffinatissima orchestrazione che include la presenza del flauto (Donaggio era un abilissimo flautista) e di altri strumenti acustici.
Don’t Look Now è una delle colonne sonore più suggestive e crepuscolari degli anni settanta,
(Da Indie-Eye.it)
Il regista: Nicolas Roeg
Nato a Londra nel 1928, si avvicina al cinema durante il servizio militare per poi diventare uno stimato diretto della fotografia - lavora nella seconda unità di Lawrence d'Arabia e ottiene grandi riscontri con La maschera della morte rossa di Roger Corman e Fahrenheit 451 di François Truffaut. Nel 1970 esordisce nella regia con Sadismo, cui seguono i fortunati L'inizio del cammino e A Venezia... un dicembre rosso shocking (che viene candidato a otto British Awards, vincendone solo uno). Il suo stile visivo si compenetra a scelte di montaggio originali e non lineari che lo rendono distintivo. Superato il periodo di maggior successo, continua a lavorare con continuità sino ai primi anni 2000. Scompare nel 2018.
Locandina









