Saint Ange
di Pascal Laugier
Francia 2004, 98'
Programma:
- Giovedì 22/10/26
- Ore 21:00
- Mercato Nuovo
Titolo originale: id.
Sceneggiatura: Pascal Laugier
Fotografia: Pablo Rosso
Montaggio: Sébastien Prangère
Musica: Joseph LoDuca
Scenografia: Bertrand Seitz
Costumi: Nathalie Guermah
Interpreti: Virginie Ledoyen (Anna Jurin), Lou Doillon (Judith), Catriona MacColl (Madame Francard), Dorina Lazar (Ilinca), Virginie Darmon (Mathilde)
Produzione: Christophe Gans, Richard Grandpierre
Distribuzione: Penny Video
Sinossi
1958. Anna viene assunta come addetta alle pulizie nell'ex orfanotrofio di Saint Ange, sulle Alpi francesi, ormai semi abbandonato e gestito da Madame Francard. Lì inizia a sentire strane voci e rumori e inizia a indagare sulla struttura e sui suoi segreti nascosti nel passato.
1958. Anna is hired as a cleaner at the former Saint Ange orphanage in the French Alps—a place now largely abandoned and run by Madame Francard. There, she begins to hear strange voices and noises, and starts investigating the building and the secrets hidden in its past.
Note di regia
Ho voluto che, a livello tematico, Saint Ange tornasse alle radici di ciò che spaventa chiunque: la paura della morte, i segreti di famiglia... Ricordo le sensazioni che provavo da bambino, quando ho iniziato a capire che il mondo degli adulti era qualcosa di molto ambiguo, molto oscuro, tutt'altro che monolitico o lineare. Girare con dei bambini molto piccoli, parlando loro di temi potenzialmente inquietanti – la paura, l'ossessione, la mostruosità, le creature – e vedere con quanta naturalezza recepissero tutto, quanto trovassero la cosa affascinante e quanto amassero ascoltare storie... vederli, nei panni di piccoli attori, interpretare situazioni drammatiche, incidenti, la morte, il terrore, è stato qualcosa che mi ha colpito profondamente.
Ho scelto Catriona MacColl per il ruolo di Francard, la direttrice severa e austera dell'orfanotrofio di Saint Ange, perché è una delle eroine della mia adolescenza. Incontrarla è stata un'emozione incredibile; ho pensato – come farebbe qualsiasi fan – che avrei avuto nel mio film l'eroina de L'aldilà.
(Pascal Laugier, dal backstage del film)
La critica
Ciò che colpisce di Saint Ange è la voglia irrefrenabile di riscoprire le radici di un horror tutto europeo e transalpino – i riferimenti vanno dalla tensione dei film di Clouzot alla morbosità di Franju fino a rovistare fra gli antri del Belfagor televisivo… –, un cinema lontanissimo dall'estetica hollywoodiana e decisamente più vicino, soprattutto nella seconda parte, ad alcune derive fulciane. In quest'ottica Saint Ange è un film importante, un'opera che può segnare una tappa importante verso la conquista di rappresentazioni e scenari filmici sospesi fra i meccanismi del "genere" e le contaminazioni di un'autorialità finalmente alla ricerca di nuove forme visive.
(Guglielmo Siniscalchi, da Sentieri Selvaggi)
Il regista: Pascal Laugier
Regista francese, nato nel 1971. Studia cinema a Parigi e grazie ai suoi primi cortometraggi lavora al backstage di Il patto dei lupi con Christophe Gans, viatico per il suo debutto, nel 2004, con Saint Ange, prodotto dallo stesso Gans. Il successo internazionale arriva con il secondo film, il brutale Martyrs, che stabilisce il suo stile fatto di estremo realismo nella messinscena, ma accostato a una perenne ambiguità sui confini del reale. Oggetto di polemiche per la sua violenza, il film si fa notare al punto da ottenere anche un remake in lingua inglese. Sfumata la possibilità di dirigere il rifacimento di Hellraiser, il terzo film, I bambini di Cold Rock è comunque il primo che realizza in America. La casa delle bambole, del 2018, è al momento il suo ultimo lungometraggio.
Locandina









