Dark Waters
Original Director's Cut
di Mariano Baino
Russia/Uk/Italia 1994, 94'
Programma:
- Martedì 27/10/26
- Ore 20:00
- Savoia Cityplex
Titolo originale: id.
Sceneggiatura: Mariano Baino e Andrew M. Bark
Fotografia: Alex Howe
Montaggio: Mariano Baino e Rick Littler
Musica: Igor Clark
Costumi: Antonina Petrova
Interpreti: Louise Salter (Elizabeth), Venera Simmons (Sarah), Maria Kapnist (Madre Superiora)
Produzione: Victor Zuev
In collaborazione con Severin Films
Sinossi
Elizabeth, una giovane ragazza inglese, nel tentativo di scoprire il legame tra suo padre e un misterioso convento eretto su una remota isola sperduta nel Mar Nero, si trova ad affrontare un gruppo di suore eretiche dedito a proteggere un empio segreto celato nei sotterranei.
Elizabeth, a young english woman, while attempting to uncover the connection between her father and a mysterious convent built on a remote, isolated island in the Black Sea, finds herself confronting a group of heretical nuns dedicated to protecting an unholy secret hidden in the depths below.
Il film
Girato in Ucraina tra mille peripezie poco dopo il crollo dell'Unione Sovietica, Dark Waters è stato rimasterizzato in 4K dal negativo 35mm della versione cinematografica originale grazie alla società di distribuzione statunitense Severin Films. La proiezione al Monsters Fantastic Film Festival di Taranto sarà un occasione unica per vedere questa versione del film sul grande schermo dopo un'assenza di oltre venticinque anni!
Note di regia
Scoprii Lovecraft all’età di 14 anni, per puro caso. Essendo un avidissimo lettore, ero sempre alla ricerca di qualcosa da leggere. Un giorno, guardando nella vetrina di un’edicola, fui colpito dalla copertina di un libro che si chiamava La casa delle streghe e decisi di comprarlo. Cominciai a leggerlo e ne rimasi estremamente colpito. Dark Waters non è un diretto adattamento di Lovecraft, ma ne è certamente influenzato. Con Dark Waters volevo usare il cinema dell’immaginazione per raccontare la storia di un “ritorno alle origini” difficile e combattuto. Il mio interesse era raccontare la difficoltà di dover accettare da dove vieni e chi sei “dentro”, e come la tua vera natura non può mai essere completamente eradicata, anche se vai a vivere a migliaia di chilometri di distanza dal posto in cui sei nato.
(Mariano Baino, da Sentieri Selvaggi)
La critica
Dark Waters è una sorta di ultima fermata per un genere che negli anni Novanta sembrava davvero voler effettuare quel salto di qualità capace di trasfigurare le visioni carnografiche in una dimensione più metafisica – tarkovskiana verrebbe da aggiungere, pur con i debiti distinguo, anche per la presenza insinuante e a tratti dirompente dell’acqua, che il Maestro russo riteneva proprio il “simbolo del tempo stesso e dell’esperienza umana nel tempo”. Che poi era un pallino di tutto il miglior horror italiano, basti pensare a certi slanci dell’Argento di Suspiria e Inferno, del Fulci de L’aldilà o del Soavi de La chiesa.
(Davide Di Giorgio, da duels.it)
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