Il bacio della pantera
di Jacques Tourneur
Usa 1942, 73'
Programma
– Lunedì 27/10/25
– ore 18:15
– Savoia Cityplex
Titolo originale: Cat People
Sceneggiatura: DeWitt Bodeen
Fotografia: Nicholas Musuraca
Montaggio: Mark Robson
Musica: Roy Webb
Scenografia: Albert S. D'Agostino, Walter E. Keller
Costumi: Renié
Interpreti: Simone Simon (Irina Dubrovna Reed), Kent Smith (Oliver Reed), Tom Conway (Dr. Louis Judd), Jane Randolph (Alice Moore), Jack Holt (Commodoro)
Produzione: Val Lewton per RKO
Sinossi
La giovane serba Irina Dubrovna si innamora di un architetto navale americano, Oliver Reed e accetta di sposarlo. Ma su di loro grava la leggenda secondo cui gli umani della stirpe da cui Irina discende sono maledetti e possono trasformarsi in pantera se cedono alle proprie passioni.
Young Serbian woman Irina Dubrovna falls in love with American naval architect Oliver Reed and agrees to marry him. But they are burdened by a legend that humans of Irina's lineage are cursed and can turn into panthers if they give in to their passions.

Note di regia
Fui assegnato al lavoro sulla seconda unità per il film di David Selznick Le due città. Così ho conosciuto Val Lewton. Selznick aveva deciso di fare Val, che era il suo story-editor, il produttore della seconda unità. Val e io ci piacemmo immediatamente. Subito dopo Le due città andò alla RKO. Un giorno mi chiamò e mi disse di andare nel suo ufficio.
All'inizio, Bodeen scrisse Il bacio della pantera come un film d'epoca, ma io mi opposi. Dissi che se si voleva creare un'atmosfera horror, il pubblico doveva potersi identificare con i personaggi per poter provare paura. Quindi abbiamo cambiato l'ambientazione al presente, cosa che ritengo positiva. Sono andato alla RKO e mi hanno messo sotto contratto.
(Jacques Tourneur, da Cinefantastique n. 51, estate 1973)
La critica
Il setting proposto dal film è chiaramente di tipo matrimoniale ma, nella castità cercata da Irena e accettata dal marito, serve a rappresentare esplicitamente quella rimozione della sessualità dalla scena sociale di cui l'horror classico si fa interprete. Ciò che risulta significativo è che nel film di Tourneur la donna assume in sé – nel proprio corpo, nella propria identità e nella propria volontà – l'intero carico conflittuale: la preservazione della famiglia tanto nella sua unità (la gelosia che nutre per Alice), quanto nella minaccia espressa istintivamente dalla sua natura. Vien poi da sé che la connotazione ferina di Irena rimandi a una potenza fisica e a una conseguente e latente sensualità che, unita alla sua natura mutante, la rende elemento di instabilità rispetto all'ordine sociale, che non a caso deve destreggiarsi tra guardiani dello spirito (Re Giovanni di Serbia), della mente (lo psicologo) e del corpo (il custode dello zoo), tutti immancabilmente maschi.
(Massimo Causo, in Da Caligari agli zombie, ed. Il Castoro 2019)
Il regista: Jacques Tourneur
Nato in Francia nel 1904 da padre regista (Maurice Tourneur). Già ai tempi della scuola superiore inizia a frequentare i set fino a intraprendere una carriera che lo vedrà debuttare alla regia nel 1931 con Tout ça ne vaut pas l'amour. Nel 1934 si trasferisce a Hollywood dove lavora prima per la MGM e poi per la RKO sotto Val Lewton. Il bacio della pantera è il suo primo autentico successo commerciale, cui seguono – sempre per il ciclo dell'orrore suggerito – Ho camminato con uno zombie e L'uomo leopardo, entrambi del 1943. In seguito affronta numerosi generi, fra i suoi titoli più famosi si ricordano il noir Le catene della colpa (1947), Il treno ferma a Berlino (1948), Il gigante di New York (1949), ma torna a frequentare il fantastico con il capolavoro horror La notte del demonio (1957), l'ironico Il clan del terrore (1964) e il fantascientifico 20.000 leghe sotto la terra, suo ultimo film (1965). Dirige anche per la televisione, fra le altre per la serie Ai confini della realtà. Scompare in Francia nel 1977.
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