Dumpster
di Giuseppe Munafò
Italia 2025, 16'
Programma Bodies
- Mercoledì 28/10/26
- Ore 16:30
- Savoia Cityplex
Soggetto: Giuseppe Munafò
Sceneggiatura: Taia Gaudiano, Danilo Amato, Giuseppe Munafò
Fotografia: Marianna Bregni
Montaggio: Diego Genovese
Musica: Santi Costantino, Antonio Biondo, Domenico Nastasi
Scenografia: Chiara Marasco, Livia Barberini
Costumi: Caterina Cingolani
Interpreti: Ivan Bondarenko (Mica), Alessandro Garbin (Luca), Ilaria Iannetti (donna), Federico Mancini (Flavio), Edoardo Trotta (spacciatore)
Produzione: Ettore Spada, Giuseppe Munafò
Distribuzione: Siberia Distribution
Sinossi
Periferia desolata, fine anni '90. Mica si rifugia in una discarica con il suo "amico" Luca, più grande di lui. Il loro rapporto morboso e malato si deteriora ulteriormente quando Mica trova qualcosa con cui non avrebbe dovuto entrare in contatto. Qualcosa che per lui si trasforma in un'improvvisa rivelazione che lo porterà ad affrontare le sue più grandi paure e ferite.
Desolate suburbs, late 1990s. Mica takes refuge in a dump with his older “friend” Luca. Their morbid and unhealthy relationship deteriorates further when Mica finds something he should not have met. Something that turns into a sudden revelation for him that will lead Mica to face his greatest fears and wounds.


Note di regia
Il messaggio centrale del film è un grido contro l'assenza di comunicazione, ed esplora la necessità vitale di potersi esprimere liberamente in un posto che, invece, vuole tutt'altro. Oltre a questo, il racconto affronta i temi della crescita, della violenza e dell'abuso. Vorrei che il pubblico percepisse il profondo disagio di questo mondo trascurato, che a sua volta trascura i suoi abitanti. Per me, l'intera ambientazione è come un enorme ematoma, una chiazza viola su un corpo che avrebbe potuto essere limpido. Per tradurre questa sensazione in immagini, le scelte stilistiche sono state una diretta conseguenza. Volevo uno stile che potesse aumentare, quasi fomentare, queste problematiche per renderle ancora più evidenti. L'atmosfera doveva essere calda e "appiccicosa", proprio come le sensazioni che i personaggi si portano addosso, un'oppressione che sta loro stretta e non li lascia essere se stessi.
(Giuseppe Munafò)
Il regista: Giuseppe Munafò
Nasce nel 1998 a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, e fin da piccolo sviluppa la passione per lo spettacolo. All'età di sedici anni scrive infatti il primo corto, mentre a diciotto anni si trasferisce a Milano e frequenta la Scuola del Fumetto, dove impara l’arte del disegno e della sceneggiatura. Adesso vive a Roma, dove continua la sua formazione mentre lavora come assistente alla regia e stuntman.
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