Frammenti terrestri offerti alla luce
di Maria Guidone
Italia 2026, 21'
Programma:
- Sabato 31/10/26
- Ore 18:30
- Spazioporto
Sceneggiatura: Nicholas Z. Scott, Caleb Pyles
Fotografia: Kirtan Hummelin
Montaggio: Dalton Lai
Musica: Nick Bulavin
Scenografia: Mateja Ristic
Interpreti: Camille Mallet de Chauny (produttrice), Ai Wan (la Diva), Marvin Bouvet (stagista), Yitian Lu (assistente alla produzione), Patrick Kelly (il Production Manager), Natasha Portwood (la regista), Tyren Scott Thomas (finanziatore), Jud Willson (primo assistente alla regia)
Produzione: Patrick Kelly, Jud Willmont, Tina Guan per Willmountain Film
In collaborazione con Vicoli Corti
Sinossi
In una calda giornata estiva, Veronica si libera dal peso della vita di provincia quando scopre una bruciatura da marmitta sulla gamba... E tra le vertigini delle rocce a picco sul mare, i riflessi del sole sulle onde e il vigore dei tuffi, il suo corpo le regala un miracolo di libertà.
On a hot summer day, Veronica frees herself from the weight of provincial life when she finds a muffler burn on her leg... And in the dizziness of the rocks on the sea, in the reflections of the sun on the waves, in the vigor of diving, her body offers her a miracle of freedom.
Note di regia
La provincia è un mondo che muta di faccia ma che è incapace di cambiare veramente. Che ti tiene ingabbiato, prigioniero. Anche di te stesso. Come fa Livorno con Veronica. Le case in penombra, la città immobile, il pesce sacrificato e santificato, gli androni stantii, le sere di petrolio e metallo sono per Veronica delle oppressioni, delle scissioni, delle sottrazioni di senso. Ma il miracolo è sempre tra la gente, la metamorfosi sta sotto gli occhi di tutti: non come mistero, bene come l’imponderabile quotidiano che può manifestarsi ovunque, anche in una bruciatura di marmitta. Gli scintillii dei riflessi sul mare, i balenii di sole negli specchietti, i barbagli sul fondale e sulla pelle, le squame dei pesci, in mare o nel lavandino, che brillano come paillettes: le cose si muovono e brillano nel mondo immobile di Veronica. E la chiamano.
(Maria Guidone)
La regista: Maria Guidone
Dopo un Dottorato in Filosofia, ha frequentato l’École Supérieure des Études Cinématographiques a Parigi dove ha lavorato per ARTE FRANCE. Tornata in Italia, ha iniziato la sua carriera come direttrice della pubblicità internazionale, firmando importanti campagne internazionali sull’inclusione e la diversità per clienti come Heineken, Garnier, Procter & Gamble, Nestlè. Parallelamente, ha proseguito la sua ricerca autoriale realizzando cortometraggi selezionati in numerosi festival internazionali. Il suo Albertine where are you?, girato in super 16 mm e ispirato alla Recherche di Proust, è stato premiato per la Miglior Regia alla Settimana Internazionale della Critica della 79 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ed è stato nominato Miglior Cortometraggio al David di Donatello 2023. Attualmente sta scrivendo il suo lungometraggio d’esordio Altrimenti l’inverno, prodotto da Cinedora.
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