Il castello maledetto
di James Whale
Usa 1932, 72'
Programma:
- Lunedì 26/10/26
- Ore 17:00
- Savoia Cityplex
Titolo originale: The Old Dark House
Soggetto: dal romanzo Benighted di J. B. Priestley
Sceneggiatura: Benn W. Levy, R. C. Sheriff
Fotografia: Arthur Edeson
Montaggio: Clarence Kolster
Musica: David Broekman
Scenografia: Charles D. Hall
Interpreti: Boris Karloff (Morgan), Melvyn Douglas (Penderel), Charles Laughton (Sir William Porterhouse), Lilian Bond (Gladys), Ernest Thesiger (Horace Femm), Eva Moore (Rebecca Femm), Raymond Massey (Philip Waverton), Gloria Stuart (Margaret Waverton), Elspeth Dudgeon (Sir Roderick Femm), Brember Wills (Saul Femm)
Produzione: Carl Laemmle Jr. per Universal Pictures
Distribuzione: Universal Pictures
Sinossi
In una remota regione del Galles, alcuni viaggiatori vengono colti da un violento nubifragio e cercano riparo nella vecchia casa dei Femm, dove dovranno vedersela, oltre che con i bruschi padroni, anche con il tenebroso maggiordomo Morgan e con lo psicotico piromane Saul.
In a remote region of Wales, some travelers are caught in a violent downstorm and seek shelter in the old house of the Femm family, where—in addition to dealing with their brusque hosts—they must contend with the sinister butler, Morgan, and the psychotic pyromaniac, Saul.
La critica
Il modello di riferimento per tutti questi film era, naturalmente, il longevo sottogenere del giallo-thriller ambientato in una "vecchia casa tenebrosa", che nell'aprile del 1932 aveva trovato la sua espressione definitiva grazie alla Universal e a James Whale. Il romanzo di J. B. Priestley del 1927, “Benighted”, era stato pubblicato in America con il titolo “The Old Dark House” e, partendo da questa dicitura generica, Whale diede vita a quello che è, a tutti gli effetti, il suo capolavoro.
Con la sua satira raffinata, ma al contempo devastante nei confronti degli inglesi tra le mura domestiche, Il castello maledetto è un film profondamente legato alla sensibilità di Whale, tanto quanto l'universo circense lo era per Tod Browning in Freaks. Qui Whale esplora un terreno insidioso che sarebbe diventato un suo tratto distintivo, mantenendo un delicato equilibrio tra umorismo e orrore, innestato su una studiata dose di ironia tipica del "Vecchio Mondo".
Whale e i suoi collaboratori – i drammaturghi Benn Levy e R. C. Sheriff – fecero un favore a Priestley: eliminarono gran parte delle elucubrazioni filosofiche di stampo populista presenti nel romanzo, concentrandosi invece sulla cupa comicità che scaturisce dallo scontro tra cinque britannici "normali" e i grotteschi membri della famiglia Femm.
(Jonathan Rigby, da American Gothic, Signum Books, 2007)
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