Essi vivono
di John Carpenter
Usa 1988, 93'
Programma
- Venerdì 30/10/26
- Ore 20:00
- Spazioporto
Titolo originale: They Live
Soggetto: Dal racconto Alle otto del mattino (“Eight O' Clock in the Morning”) di Ray Nelson
Sceneggiatura: Frank Armitage [John Carpenter]
Fotografia: Gary B. Kibbe
Montaggio: Gib Jaffe, Frank E. Jimenez
Musica: John Carpenter, Alan Howarth
Scenografia: William J. Durrell Jr., Daniel Lomino
Costumi: Robin Michel BushInterpreti: Roddy Piper (John Nada), Keith David (Frank Armitage), Meg Foster (Holly Thompson), George 'Buck' Flower (vagabondo), Peter Jason (Gilbert), Raymond St. Jacques (predicatore)
Produzione: Larry Franco per Alive Films, Larry Franco Productions
Distribuzione: Universal Pictures
In collaborazione con Cinema Addiction
Versione restaurata 4K
Sinossi
Nada arriva a New York in cerca di lavoro, ma scopre un complotto globale ordito da una specie aliena visibile solo con degli occhiali speciali, che costituisce l'élite mondiale e governa la popolazione con messaggi subliminali attraverso la tv e gli annunci pubblicitari.
Nada arrives in New York looking for work but uncovers a global conspiracy orchestrated by an alien species—visible only through special glasses—that makes up the world's elite and controls the population using subliminal messages in TV broadcasts and advertisements.


Note di regia
Credo che questa impressione [quasi documentaristica, da film della Depressione] sia dovuta in parte alla musica, in parte al modo in cui abbiamo girato nella downtown di Los Angeles. Ci sono zone di quel quartiere che sono assolutamente meravigliose, se le guardiamo in un'ottica un po' decadente. Se punti la macchina da presa in una certa direzione non devi fare molto di più, perché è tutto lì. Mi ricordo che, a un certo punto, pioveva e, molto semplicemente, ne è venuta fuori una ripresa molto buona. Ma è vero, lo stile della scena in cui lui arriva in città voleva far capire che si tratta di una persona povera, di un lavoratore povero. E che cammina in uno scenario, fatiscente da un lato e ricco dall'altro. Voleva essere una rappresentazione degli anni '80, dell'America di Reagan.
(John Carpenter, da “John Carpenter” di Giulia D'Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto, Lindau, 1999)
La critica
Chiaramente Essi vivono è progettualmente “barricadero” nel mettere in scena una satira anticapitalista che si fa autentica rivoluzione degli ultimi contro i primi, ma a fornire il necessario sguardo trasversale è da un lato la rete dei comprimari che cambiano bandiera, attratti dalle lusinghe del benessere; e dall’altro i dialoghi esplicativi fra Nada e l’amico Frank sull’andamento del mondo. Si presti attenzione: il film articola quasi un terzo del suo svolgimento nel prologo in cui stabilisce gli elementi della messinscena, prima di svelare l’inganno del complotto alieno. E in quella mezz’ora, Nada e Frank interloquiscono assestandosi su due distinte visioni del mondo: l’una accomodante e fiduciosa nelle occasioni offerte dall’America e dal seguire le regole, l’altra recalcitrante e fremente di rabbia. Un dualismo destinato a rivoltarsi con precisione nella leggendaria sequenza della scazzottata, autentico punto di snodo, ma anche preciso momento in cui si puntualizza come la posta in gioco sia più della salvezza del mondo, sia una battaglia di punti di vista, sul reimparare a vedere opposto al non volerlo fare perché in fondo girare la testa è l’autentico alleato del Male.
(Davide Di Giorgio, da Sentieri Selvaggi)
Il regista: John Carpenter
Nato a Carthage, nello stato di New York, il 16 Gennaio 1948 è uno dei più autorevoli rappresentanti del nuovo cinema fantastico americano emerso negli anni Settanta: dopo gli studi alla University of Southern California, ha iniziato una carriera da cineasta indipendente, caratterizzata da capolavori come Halloween (1978), Fog (1980), 1997: Fuga da New York (1981), Il Signore del Male (1987), Vampires (1998). Non è da meno la produzione per gli studios, con film quali La Cosa (1982), Starman (1984), Grosso guaio a Chinatown (1986), Il seme della follia (1994). È anche un apprezzato musicista, come testimoniano molte delle sue colonne sonore e, più di recente, gli album Lost Themes e gli score per la trilogia di Halloween di David Gordon Green.
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