Pensione Paura
di Francesco Barilli
Italia/Spagna 1977, 100'
Programma:
- Giovedì 29/10/26
- Ore 18:15
- Savoia Cityplex
Soggetto: Barbara Alberti, Amedeo Pagani
Sceneggiatura: Barbara Alberti, Amedeo Pagani, Francesco Barilli
Fotografia: Gualtiero Manozzi
Montaggio: Amedeo Salfa
Musica: Adolfo Waitzman
Scenografia: Vincenzo DazziCostumi: Paola Rossetti
Interpreti: Leonora Fani (Rosa), Luc Merenda (Rodolfo), Lidia Biondi (Marta), Francisco Rabal (amante di Marta), Jole Fierro (amante di Rodolfo)
Produzione: Tomaso Dazzi, Paolo Fornasier per Aleph Cinematografica, Alexandra Films
Omaggio a Francesco Barilli
Sinossi
1945. Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, un albergo su un lago diventa il ricettacolo di una varia umanità. A gestire il luogo è Marta, con il marito impegnato al fronte, e con lei c'è la giovane figlia Rosa, che si ritrova sola quando la madre muore improvvisamente, lasciandola in balia di clienti senza scrupoli.
1945. Toward the end of the Second World War, a hotel by a lake becomes a refuge for a diverse array of people. The establishment is run by Marta—whose husband is away at the front—along with her young daughter Rosa, who finds herself alone after her mother’s sudden death, leaving her at the mercy of unscrupulous guests.
Note di regia
È un film molto piccolo e molto disastrato. Nato disastrato, ha continuato a essere disastrato. Il produttore lo voleva fare però non aveva in mano la situazione perché l'avevo in mano io, violentemente: mi ero portato un piccolo esercito di collaboratori miei, con l'appoggio di Mario Cotone, che mi ha aiutato molto, mi ha dato delle sue persone, se no staremmo ancora là.
(Francesco Barilli, da “Percorso Alternativi, Nocturno Dossier 30, Cinema Bis, gennaio 2005)
La critica
A proposito di atmosfere inquietanti, non posso concludere senza lodare l'efficace uso che Barilli fa delle ombre e di un immaginario onirico per creare un'atmosfera indubbiamente suggestiva e perturbante. Le sue opere contengono sequenze che si sviluppano come sogni, pur collocandosi all'interno dello spazio diegetico della narrazione. In particolare, Barilli riesce a rappresentare il potere che la mentalità di massa può esercitare su un gruppo di persone (un aspetto che, ancora una volta, risuona fortemente con il tema della Seconda Guerra Mondiale). Egli rende tutto ciò trasformando gli individui in creature mostruose e prive di pensiero, che agiscono mosse da un unico scopo, pur essendo del tutto sprovviste di una mente nel senso convenzionale del termine. Il suo cinema è pervaso dai fantasmi della memoria e di un trauma collettivo; è un vero peccato che non abbia avuto l'opportunità di dirigere altri lungometraggi.
(da Giallo Reviews)
Il regista: Francesco Barilli
Regista, attore e sceneggiatore italiano, nasce a Parma nel 1943. Discendente di una celebre famiglia di pittori (arte cui si indirizza già dalla giovane età), approda al cinema come attore, interpretando nel 1964 il protagonista di Prima della rivoluzione, di Bernardo Bertolucci. Dopo il film si trasferisce a Roma diventando aiuto regista, per poi debuttare dietro la macchina da presa nel 1974 con Il profumo della signora in nero, cui segue, nel 1977, Pensione paura. Contestualmente scrive le sceneggiature di Chi l'ha vista morire?, Il paese del sesso selvaggio e il soggetto di La gabbia. Nel 1991 dirige l'episodio Le chiese di legno del film collettivo La domenica specialmente.
Restio a scendere a compromessi con i produttori, abbandona progressivamente il cinema per tornare stabilmente alla pittura, pur con qualche saltuaria partecipazione sui set come attore. Il ritorno alla regia per un lungometraggio avviene nel 2023 con Il paese del melodramma, suo ultimo lavoro.
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