Fumeria d'oppio
di Raffaello Matarazzo
Italia 1947, 88'
Programma:
- Sabato 31/10/26
- Ore 17:00
- Spazioporto
Soggetto: Raffaello Matarazzo
Sceneggiatura: Raffaello Matarazzo, Ettore Maria Margadonna, Mario Monicelli
Fotografia: Alberto Fusi
Montaggio: Vanda Tuzi
Musica: Ezio Carabella
Scenografia: Amerigo Bandiera
Costumi: Gino Brosio
Interpreti: Emilio Ghione Jr (Za-la-Mort), Mariella Lotti (Lina Vidonis), Emilio Cigoli (De Rossi, "Maestro"), Armando Francioli (Corrado Vidonis), Paolo Stoppa (amico di Za-la-Mort)
Produzione: Labor Film, Metropa Film
In collaborazione con “I 1000 occhi” (Trieste)
Sinossi
Una donna viene assassinata in pieno giorno e la colpa viene fatta ricadere su un giovane innocente. Il caso attira l'attenzione di Za-la-Mort, che decide di indagare e scopre così una traccia che conduce a una fumeria d'oppio...
A woman is murdered in broad daylight and the blame is placed on an innocent young man. The case attracts the attention of Za-la-Mort, who decides to investigate and thus discovers a trace that leads to an opium den...
La critica
Giornalista e critico cinematografico, nel 1933 Matarazzo firma il suo primo lungometraggio, Treno popolare, la cui spontaneità prefigura il neorealismo. Dotato di un umorismo sottile, si specializza nella commedia di costume, realizzando diversi capolavori del genere, tra cui Giorno di nozze (1942) e Il birichino di papà (1943) – quest’ultimo contenente una garbata satira del fascismo, che lo costringe a rifugiarsi in Spagna fino alla fine della guerra.
Al suo ritorno in Italia, non riuscendo a realizzare progetti personali, è costretto ad accettare film su commissione; in essi, tuttavia, riesce a infondere la sua verve comica dal sapore agrodolce, come accade in Fumeria d’oppio, una tragicommedia da lui diretta nel 1947.
(da Passion Cinéma)
Il regista: Raffaello Matarazzo
Regista, sceneggiatore e critico cinematografico, nasce a Roma nel 1909, dove si interessa prematuramente al cinema, tanto da entrare nella redazione del quotidiano Il Tevere come responsabile della pagina dedicata ai film. Con alcuni colleghi fonda poi il primo Cineclub italiano, per poi diventare revisore di soggetti, sceneggiatore e infine regista, specializzandosi nella commedia e nel giallo. Dopo un periodo in Spagna durante la guerra, riprende l'attività formando un sodalizio artistico con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson per una serie di melodrammi di grande successo popolare, poi riscoperti anche dalla critica. Gli anni Sessanta segnano un certo declino, fino alla scomparsa nel 1966.
Locandina








