Body Odyssey
di Grazia Tricarico
Italia/Svizzera 2024, 104'
Programma
– Giovedì 30/10/25
– ore 20:30
– Spazioporto
Sceneggiatura: Grazia Tricarico, Marco Morana, Giulio Rizzo
Fotografia: Corrado Serri
Montaggio: Davide La Porta
Musica: Lorenzo Tomio
Scenografia: Marinella Perrotta
Costumi: Jessica Zambelli
Interpreti: Jaqueline Fuchs (Mona), Julian Sands (Kurt), Adam Misik (Nic), Stefan Sauk (Anders), Lukas Loughran (Berthold), Hanna Ullerstam (Agnes)
Produzione: Riccardo Di Pasquale, Federico Giacinti, Olga Lamontanara, Salvatore Lizzio, Donatello Della Pepa, Antonella Volpe per Revok, Fenix Entertainment, Amka Films con Rai Cinema
Distribuzione: Revok
Sinossi
Mona è una bodybuilder di 45 anni, alla ricerca spasmodica di perfezione e bellezza, ma agli occhi del mondo appare una donna ossessionata da un ideale deforme. Mona è insieme demiurgo e creazione, mano che plasma e materia. Il continuo migrare tra questi opposti genera una scissione: quello di Mona è un corpo mutato, desiderio irrazionale, tutto ciò che Mona aspira a diventare. Insieme devono scegliere: completare la trasformazione o arrendersi alla propria natura.
Mona is a 45-year-old bodybuilder, desperately seeking perfection and beauty, but in the eyes of the world she appears as a woman obsessed with a distorted ideal. Mona is both creator and creation, the hand that shapes and the material. The constant migration between these opposites generates a split: Mona's body is mutated, an irrational desire, everything Mona aspires to become. Together they must choose: complete the transformation or surrender to their nature.

Note di regia
Il film è un gioco di potere tra Mona, Corpo e Kurt in cui i ruoli di dominato e dominatore si sovvertono in maniera imprevedibile. E si entra nella mente di Mona, che dietro un’ostentata disciplina si sforza di nascondere la sua fragilità e un angosciante senso di solitudine; rifiutandosi di sottomettere la bellezza ai propri desideri.
Body Odyssey indaga i confini e i contenuti della fisicità e dell’identità: nella narrazione, Corpo è al centro di forze contrastanti interne, Mona, ed esterne, Kurt, che lo trasformano.
Il corpo, dunque, è luogo di libertà o di coercizione? Cos’è il corpo e quali sono le proprietà che ne definiscono lo statuto. Il corpo è superato?
(Grazia Tricarico)
La critica
Body Odyssey è un'opera d'eccezione, quindi eccezionale. Tra Cronenberg (padre ma anche figlio con l'umor liquido di Infinity Pool) e Milius, con intermezzi di puro e rumoristico nero glazeriano, la regista percorre la pelle e l'anima di un'atleta formidabile. Un corpo totale, che si estroflette e si inturgida come superficie di vulcano, che anela e spasima e desidera e sogna. Una Bella Baxter postatomica, Julian Sands il suo Kurt/Godwin, che trova la sua consacrazione in un metaverso steroideo. Le forme sono stravolte e stravolgono, le palestre sfumano in dark room e club privée, la natura lacustre assurge a luogo sacro che fa scaturire una tale deità panica. È un film nero e rossissimo, è un film punk, è il film che da tempo cercavamo.
(Dikotomiko Cineblog, da Nocturno.it)
La regista: Grazia Tricarico
Nata in Puglia nel 1986, si è laureata a Milano in Lettere e Filosofia con specializzazione in Storia e Critica del Cinema. Dopo una carriera come videoartista e montatrice, nel 2013 si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha scritto e diretto il documentario Michele nella terra (2012), e i corti BIOS (2013), Mona Blonde (2014), Persefone (2014), Ego Devorem (2016), Spectra (2018). I suoi cortometraggi sono stati selezionati e premiati in diversi festival internazionali tra cui Toronto, Atlanta, Clermont-Ferrand, New Orleans, Locarno, Venezia, Edimburgo, Torino. Body Odyssey è il suo primo lungometraggio, la sceneggiatura è stata finalista al Premio Solinas e si è aggiudicata il Premio Sbarigia per l'originalità nel descrivere l’universo femminile.
Locandina

Trailer





