After Us, the Flood
di Arto Halonen
Finlandia/Lettonia 2024, 97'
Programma
– Giovedì 30/10/25
– ore 18:45
– Spazioporto
Titolo originale: Jälkeemme vedenpaisumus
Sceneggiatura: Ossi Hakala
Fotografia: Pini Hellstedt
Montaggio: Armands Zacs
Musica: Jekabs Nimanis
Scenografia: Teppo Järvinen, Antons Ugrjumovs
Costumi: Jaana Aro
Interpreti: Elias Westerberg (Markku), Linnea Leino (Julia), Tuomas Nilsson (Henrik), Kasperi Kola (Sakari), Petteri Summanen (Rami), Antti Reini (Laaks), Pihla Penttinen (Malla)
Produzione: Arto Halonen per Art Films Production
Distribuzione: REinvent
Sinossi
Nel 2064 i cambiamenti climatici hanno portato il mondo sull'orlo della distruzione. L'ONU ha sviluppato una forma di viaggio nel tempo: i ricordi e la personalità di una persona possono essere trasmessi al passato, alla persona stessa nel momento della nascita. Henrik, un fisico brillante ma narcisista, è stato scelto per diffondere il progetto del reattore a fusione e impedire così che il cambiamento climatico abbia luogo. Ma qualcosa va storto: Henrik nasce nel corpo sbagliato e deve imparare l'umiltà mentre vive la sua nuova vita.
In 2064 the post climate changed world is on the verge of destruction. The UN has developed a form of time travel: a person’s memories and their personality along with them can be transmitted to the past, to the person themselves in the moment of birth. Henrik, a brilliant but narcissistic physicist, has been chosen to publish the blueprint of the fusion reactor to the entire world and thus prevent climate change from happening. But something goes wrong: Henrik is born in the wrong body and must learn humility while living his new life.

Note di regia
Le dimensioni artistiche del film non riguardano solo la sua trama unica e affascinante, ma anche le eccezionali opportunità offerte dalla narrazione visiva, dalla scenografia, dai costumi, dal sound design e dalla musica. La struttura del film, che si muove su più linee temporali e trasporta il pubblico in un futuro che ci attende, offre un'interessante opportunità sia per l'ambizione artistica che per l'immaginazione nel visualizzare scenari futuri alternativi.
After Us, the Flood è, in modo sconcertante, confortante nella sua crudezza, e il suo messaggio rimane a lungo nella mente. È una storia di cui abbiamo bisogno.
(Arto Halonen)
La critica
Ambizioni alte e basso budget, per un film che si avventura nella sci-fi e nei viaggi nel tempo senza il minimo senso di vertigine. Nel 2064 l'emergenza climatica non è più soltanto un enorme campanello d'allarme e l'uomo scelto per la missione di salvataggio del mondo è il responsabile del progetto di un reattore a fusione utilizzato solo per creare lucro e fottersene del riscaldamento globale. Ora dovrà rimediare. Detto fatto? Certo che no, l'individuo non è esattamente un galantuomo e il trasferimento non va proprio benissimo... After Us, the Flood non è solo questo: i temi ambientali e la stessa dicotomia capitale/umanità scivolano in secondo piano, perché il cuore del film è una splendida storia di uomini e donne (e cani). Ed è un cuore enorme.
(Mirco Moretti, Dikotomiko Cineblog)
Il regista: Arto Halonen
Regista, produttore e sceneggiatore di film di finzione e documentari, si è fatto conoscere per la sua forte sensibilità sociale nei confronti dei temi trattati. Nel 2005 ha ricevuto dal Ministro dell'Istruzione e della Cultura il Finlandia Prize, il più alto riconoscimento culturale annuale del Paese. Nel 2008 il Festival Internazionale del Documentario di Salonicco lo ha premiato come uno dei più importanti documentaristi europei del suo tempo e ha ricevuto il Premio culturale di Helsinki nel 2010, diventando il terzo regista nella storia a riceverlo. Tra i suoi film più noti, Princess (2010) e L'ipnotista (2018) e i documentari Karmapa – Two Ways of Divinity (1998), Shadow of the Holy Book (2007), When Heroes Lie (2012) e White Rage (2015). È stato il fondatore del DocPoint – Festival del cinema documentario di Helsinki, che ha diretto dal 2001 al 2004.
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