2047
di Mohammad Asadi
Iran 2024, 14'
Programma
– Martedì 28/10/25
– ore 22:00
– Savoia Cityplex
Titolo originale: id.
Sceneggiatura: Mohammad Asadi
Fotografia: Mohammad Tabrizi
Montaggio: Mohammad Asadi, Shayan Shahbazi
Musica: Mahdi Rismani
Scenografia: Mohammad Asadi
Effetti speciali: Amin Enteshari
Interpreti: Xatere Moslehi (Maggie), Mehdi Nasiri (filmmaker), Mohammad Asadi (poliziotto)
Produzione: Mohammad Asadi
Sinossi
“2047” è un nightclub dove lavorano prostitute androidi per alleviare la solitudine umana in una zona avanzata dove è vietata l'espressione emotiva e dove persino il film “2046” di Wong Kar-wai è proibito.
"2047" is a nightclub consisting of android-sex workers to relieve human loneliness in an advanced zone where emotional expression is forbidden, and even Wong Kar-wai's film "2046" is banned.

Note di regia
Questo film è dedicato a tutte le donne che sono state oppresse, ferite e che hanno resistito.
(Mohammad Asadi)
Il regista: Mohammad Asadi
Nato a Teheran nel 1998 è uno sceneggiatore e regista indipendente il cui lavoro esplora la censura, la lotta di classe e la condizione esistenziale della vita sotto i sistemi autoritari. I suoi film spesso fondono il realismo con elementi surreali e meta-cinematografici, ritraendo il fragile confine tra verità e finzione. Il suo primo cortometraggio, Once Upon a Time, è stato vietato e censurato dalle autorità iraniane prima della sua uscita, come anche il successivo 2047, la cui uscita ha portato Asadi ad essere detenuto per due settimane in Iran. Attualmente sta sviluppando il suo primo lungometraggio, C'est la vie / The Shroud of Tehran, una storia sulla classe operaia ambientata a Teheran, che è stata interamente confiscata dalle autorità iraniane durante la produzione.
Riconosciuto e sostenuto dalla International Coalition for Filmmakers at Risk (ICFR), Asadi continua il suo lavoro in circostanze difficili, affrontando censura, interrogatori e detenzioni temporanee per la sua espressione artistica.
Il suo cinema è radicato nella convinzione che l'arte possa sfidare il silenzio e che la libertà, anche nella sua forma più fragile, valga il rischio.
Locandina






