Sour Minnows
di Harrison Atkins
Usa 2026, 83'
Prima Nazionale
- Martedì 27/10/26
- Ore 18:00
- Savoia Cityplex
Titolo originale: id.
Sceneggiatura: Harrison Atkins
Fotografia: Harrison Atkins
Montaggio: Harrison Atkins
Musica: Ryu Yoshizawa
Scenografia: Anne Gormley
Interpreti: David Brown (Ricky), Suzanna Son (Aura), Chase Williamson (Tepper), Julia Jones (Sandra), Phil Burgers (Jojo)
Produzione: Sarah Winshall, Kate Banford, Allison Bunce, Mel Barnes, Anne Gormley, Suzanna Son, Harrison Atkins per Smudge Films, Babbling Brook
Sinossi
Due amici si imbattono in una scena insolita: sei uomini che leccano sensualmente il marciapiede in una strada deserta di Los Angeles. Per Ricky, quel momento segna una rottura. Man mano che la realtà diventa sempre più labile e la memoria comincia a svanire, prende piede una nuova logica delirante.
Two friends stumble upon an unusual sight: six men sensually licking the pavement on an empty L.A. street. For Ricky, this moment ruptures something. As reality grows porous and memory begins to slip, a delirious new logic takes hold.

Note di regia
Non credo sia facile analizzarlo in modo lineare, perché penso che il progetto si sia evoluto in modo davvero poetico. In origine era poesia su carta, poi la poesia ha continuato ad espandersi fino a diventare una sceneggiatura. Gran parte del lavoro che svolgo su commissione è di montaggio. Credo che questo si presti a un approccio davvero iterativo. E penso che, in generale, ci sia sempre una sorta di dialogo tra la “visione” che hai e il caos della realtà. Questa è stata una lavorazione in stile “guerrilla”. Ci siamo sicuramente trovati ad affrontare un sacco di caos e quindi penso che abbiamo fatto molte scoperte nel corso della produzione. Abbiamo apportato modifiche alla sceneggiatura durante le riprese e poi, in fase di montaggio, mi sono divertito molto ad ampliare e a cercare di rendere ancora più vertiginose le diverse cose che avevamo scoperto durante le riprese.”
(Harrison Atkins, da Eye For Film)
La critica
C’è poco da fare: in America il reale – che provenga dalla cronaca più feroce e dalle guerre più ignobili, specie di questi tempi, o piuttosto dalle fertili allucinazioni di straordinari sognatori e narratori – sembra come predestinato allo scacco, alla dissoluzione, alla resa. Insomma, non c’è niente di più irreale del reale americano, e Harrison Atkins con il suo Sour Minnows ce lo mostra – non ce lo dice – facendoci entrare da un ingresso che si apre su una Los Angeles quasi minuta, quasi cristallizzatasi negli anni Novanta del secolo scorso, per poi abbandonarci insieme al protagonista in un labirinto sensoriale nemico di ogni certezza, senza causa né Hollywood. La mente di Ricky, qui, è appesa a un filo, come lo sono il suo smarrimento e la sua paura; ma per Atkins svegliarsi dalla realtà è il peggiore degli incubi.
(Leonardo Gregorio)
Il regista: Harrison Atkins
Cineasta americano, è regista, produttore e montatore. Tra i film di cui ha curato il montaggio figurano Emily the Criminal (al Sundance 2022), Good Girl Jane, Karmalink e la serie originale Netflix Easy. Il suo lungometraggio di debutto alla regia, Lace Crater, è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel 2015 ed è stato proiettato in numerosi festival cinematografici internazionali prima di essere distribuito nelle sale e in VOD. I suoi cortometraggi, tra cui Chocolate Heart, Blissful Banquet e Door on the Left, sono stati proiettati in tutto il mondo. Sour Minnows è il suo secondo lungometraggio.
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