Astrolatry
di David Gordon
Usa 2026, 103'
Prima Nazionale
- Lunedì 26/10/26
- Ore 22:30
- Savoia Cityplex
Titolo originale: id.
Sceneggiatura: David Gordon
Fotografia: David Gordon
Montaggio: David Gordon
Musica: Troy Sterling Nies, David Serrano Govea, Adrian Innaimo
Scenografia: Alonzo Perez
Costumi: Art Arutyunyan
Interpreti: Ethan Daniel Corbett (Elliot Loeser), Milena Abilova (Mary), Isabel Fugatt (Iris), Aaron Groben (Detective John Mann), Michael Mau (Chad Cox), Christine Schlehuber (Jasmine), Kristin Lorenz (Heather)
Produzione: David Gordon, Cole Paxton
Sinossi
L'infatuazione ossessiva di un uomo solitario per una modella di creme di bellezza lo spinge in violenti deliri dopo che una meteora aliena si schianta sul tetto di casa sua.
An obsessive loner's infatuation with a beauty cream model propels him into violent delusions after an alien meteor crash-lands onto his rooftop.
Note di regia
Astrolatry è un bizzarro film horror-satirico che intende criticare il cliché del “bravo ragazzo” e la mascolinità tossica.
Presentando Elliot, il protagonista imperfetto di Astrolatry, come un uomo che crede fermamente di “meritare” una ragazza semplicemente “essendo gentile”, per poi diventare aggressivo dopo un rifiuto, mostriamo come coloro che incarnano lo stereotipo del “bravo ragazzo” continuino a considerare le donne come esseri inferiori e come oggetti da possedere – proprio come chi aderisce all’idea tradizionale di mascolinità tossica.
Astrolatry analizza il processo di radicalizzazione degli emarginati, illustrando il percorso che porta dall’isolamento sociale all’isolamento fisico ed emotivo, che alla fine rende queste persone vulnerabili all’influenza di chiunque approfitti di tale vulnerabilità.
(David Gordon)
La critica
Il mito della caverna dissacrato, o sublimato, nell’incipit che non ti aspetti. La cosa venuta dall’altro mondo che si trasforma in una vagina dentata, il più ancestrale dei miti, ma anche in una creatura Joedantesca che penetra (e viene penetrata) e uccide, per desiderio e sete di dominio. Gli anni 80 come big bang del voyeurismo cinematografico, ma anche della manosfera e dell’inceldom. Il regista David Gordon, anche montatore, sceneggiatore, DOP, per il suo lungometraggio di esordio punta in alto, dichiara di ispirarsi - è evidente – al Maniac di Ken Russel, e mette in scena un film grottesco e mutaforma, guardando al gore degli anni 80 e sfruttando la sua maestria nel produrre e rappresentare effetti speciali artigianali. La mascolinità tossica si fa liquida, grumosa ancorchè cremosa, e l’immaginazione psicosessuale determina la realtà. Instant Cult.
(Massimiliano Martiradonna, Dikotomiko Cineblog)
Il regista: David Gordon
Regista e direttore della fotografia, vive a Los Angeles e il suo lavoro abbraccia tutti i generi e i formati. Le sue opere mettono in luce temi di critica sociale attraverso una crescita negativa dei personaggi, che finiscono per abbracciare gli aspetti più oscuri della loro psiche. Astrolatry è il suo debutto alla regia di un lungometraggio; in precedenza ha scritto e diretto sei cortometraggi horror. Ha ricoperto il ruolo di direttore della fotografia in 14 lungometraggi, oltre che in più di 50 cortometraggi e 20 video musicali.
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