The Korean Fridge
di Franck Ravel
Belgio 2026, 11'
Prima Nazionale
- Giovedì 29/10/26
- Ore 17:00
- Savoia Cityplex
Titolo francese: Le Frigo Coréen
Sceneggiatura: Franck Ravel
Fotografia: Ishrann Silgidji
Montaggio: Franck Ravel
Musica: Stephane Orlando
Suono: Fata Organa
Animazioni e effetti visivi: Franck Ravel
Interpreti: Aveline Monnoyer (Mado), Charly Magonza (padre), Meliza S. Alfante (madre)
Voci: Caroline Donnelly, Charly Magonza, Charlie Catrall (versione inglese)
Produzione: Florence Saadi, Karim Ouelhaj, Franck Ravel per Okayss
Sinossi
Resasi conto che Helène®, il suo frigorifero intelligente, le mente da diversi anni, Mado ne chiede la disattivazione. A quel punto, però, Helène® rivela un segreto di famiglia.
Realising that Helène®, her smart fridge, has been lying to her for several years, Mado asks for it to be deactivated. Helène® then reveals a family secret.

Note di regia
A volte, quando la vita ci ferisce, una parte di noi inizia ad agire in modo meccanico, come un robot. È solo quando la verità su queste ferite viene a galla che si compie una trasformazione: qualcosa dentro di noi può ricominciare a vivere... The Korean Fridge parla di questa trasformazione. Si tratta di una storia contemporanea, poiché protagonista è un frigorifero connesso – o, per meglio dire, la sua estensione vocale, Hélène® – che assiste Mado nella vita quotidiana. Quando Hélène rischia la disattivazione e svela un segreto di famiglia, dentro di lei si compie una trasformazione. La rivelazione di questo segreto prende la forma di un messaggio audiovisivo che la macchina invia alla sua utente. Fotografie ricordo, disegni di bambini e suoni improvvisati si intrecciano, componendo la materia fragile – a tratti brutale, a tratti ipnotica – di questo messaggio, per delineare, attraverso una grammatica inedita, l’emergere della vita.
(Franck Ravel)
Il regista: Franck Ravel
Durante il suo percorso di formazione nella scultura in metallo presso l'École des Arts Appliqués di Parigi, ha scoperto il cinema sperimentale e si è avvicinato alla videoarte. Ha realizzato i suoi primi cortometraggi negli Stati Uniti e in Francia; in seguito, in Belgio – dove risiede – si è dedicato alla correzione colore per oltre cento lungometraggi, oltre a curare la regia dei propri lavori. Il suo precedente cortometraggio, Phosphènes, è stato selezionato in 18 festival internazionali e ha ottenuto 2 riconoscimenti, tra cui quello di miglior cortometraggio sperimentale al DEA di Tirana.
Locandina






