Diario di bordo #1
Dalla partenza al terrore in sala: i tirocinanti scendono in pista con il cinema di Barilli
di Francesca Cioce
Scaldati i motori, oliati gli ingranaggi, pronti a salire in macchina i piloti.
Abbiamo ufficialmente dato il via alla nona edizione di Monsters - Fantastic Film Festival di Taranto. Dopo un primo giorno di rodaggio che ha visto aprire le danze alla presentazione del Monsters Magazine a Mercato Nuovo con la proiezione a seguire di Saint Ange (2004) di Laugier, sono arrivati in pista i tirocinanti del DAMS e del CIMS UniBa, i corsi di laurea triennale e magistrale dell’Università di Bari “Aldo Moro”. I ragazzi e le ragazze selezionati, in trasferta, si sono uniti ai volontari tarantini di quest’anno, guidati da Dario Gaeta, come valore aggiunto per il festival e soprattutto per imparare quanto più possibile da questa esperienza sul campo, affiancando il suo direttore e il suo presidente, rispettivamente Davide Di Giorgio e Massimo Causo.
Il secondo giorno ha visto protagonista della serata Francesco Barilli, autore e regista a cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno. Con l’inizio del documentario Francesco Barilli. Il cinema e la follia (2026) di Luca Magri, Mercato Nuovo ha iniziato a popolarsi di giovani e grandi appassionati del cinema. Tra clamore e scandalo, la serata è proseguita con Il profumo della signora in nero, opera del 1974, le cui regia e scrittura sono firmate da Barilli stesso.
Dal documentario, scopriamo che Barilli è un uomo determinato ed estemporaneo, con una visione molto precisa del suo cinema di genere, che pure ha visto alternarsi momenti di geniale improvvisazione a quelli di programmata follia. Il regista si è formato da giovane con il maestro Bernardo Bertolucci, che lo ha fatto esordire come attore protagonista in Prima della rivoluzione (1964) e di cui è stato al fianco per anni come aiuto e assistente.
Nella sua opera prima da regista, Barilli ha sperimentato tra sogno, ricordi e immedesimazioni, portando in scena una donna, sé stessa bambina e sua madre, in rapporti ambigui e violenti con gli uomini della loro vita. In una rielaborazione del trauma da bambina, Silvia rivive il tradimento subito dalla madre, trovata a letto con l’amante, che ha scatenato la rivelazione di segreti e abusi; la protagonista cade in un vortice di deliri e paure, suicidi e cannibalismo. Lo stesso regista, nell’intervista rilasciata per il documentario che ha aperto la serata e ha fatto da preludio e contesto al film, ha spiegato di averlo quasi improvvisato per far colpo e che grazie proprio a dei colpi di fortuna e degli incastri, è riuscito a portarlo a termine osando e alzando l’asticella.
Il pubblico attaccato agli sgabelli e alle sedie, tra uno stiracchiamento e un sorso di birra, è rimasto incollato alla spirale narrativa ansiogena creata dal film e pur non avendo sempre compreso appieno le sue scelte, ha accolto la tensione sviluppatasi con il susseguirsi degli eventi e rilanciata al pubblico attraverso musiche e momenti agghiaccianti.
«Mi raccomando! Fate bei sogni…» dice una spettatrice andando via, stupita ma con una particolare forma di soddisfazione per aver assistito a un’opera del genere.
E noi i bei sogni, a differenza di Silvia, ci auguriamo di farli, in attesa dell’appuntamento di domani mattina, decisamente meno spaventoso ma non meno “mostruoso” e fantastico, con Monsters Kids, lo slot al Teatro Ariston dedicato ai cortometraggi per bambini. Aspettando un’altra serata “da paura” con il film di apertura La stregoneria attraverso i secoli (2022) di Benjamin Christensen sonorizzato live da Interact Project e l’evento speciale Oddities (2026) di Tyler Savage in prima nazionale.
