Forte
di Kimbo Kim
Corea del Sud 2025, 76'
PRIMA NAZIONALE
Programma
– Martedì 28/10/25
– ore 20:30
– Savoia Cityplex
Sceneggiatura: Kimbo Kim
Fotografia: Jeongmin Park
Montaggio: Kimbo Kim
Musica: Frederic Alvarez
Scenografia: Heejong Lee
Costumi: Hyelim Whang
Interpreti: Chaeyoung Leem (Yeonji), Jungeun Lee (Jeonghwa Lee), Jaehong Kim (Junseok Kim), Jonghoon Jung (regista Tak)
Produzione: Dajeon Lee per 37th degree
Distribuzione: Reel Suspects
Sinossi
La giovane compositrice Yeonji ottiene il lavoro dei suoi sogni presso il prestigioso e isolato Forte Studio, che però si rivela un ambiente di lavoro inquietante. Ma la feroce ambizione di Yeonji non le permette di arrendersi e, quando si rende conto che il suo capo la usa come una semplice ghostwriter, lo spirito competitivo tra le due si accende fino a trasformarsi in una questione di vita o di morte.
Young composer Yeonji lands her dream job at the prestigious and isolated Forte Studio that soon reveals itself as an unsettling work environment. But Yeonji’s fierce ambition doesn’t allow her to give up and, when she realizes that her boss uses her as a mere ghostwriter, the competitive spirit between the two arises until it escalates into a matter of life and death.

Note di regia
Forte è un horror a carburazione lenta che utilizza la musica non solo come colonna sonora, ma anche come arma invisibile e mezzo per evocare forze soprannaturali. Ogni brano musicale che compone la colonna sonora del film, sia diegetico che extra-diegetico, è stato accuratamente studiato per esprimere l'originalità del concetto alla base del film. Nonostante la trama surreale, il film tocca temi facilmente applicabili alla società odierna e credo che questi emergano chiaramente dopo aver visto il film: la ricerca sfrenata dell'ambizione, lo spirito competitivo dannoso e la mancanza di empatia tra i colleghi sul posto di lavoro, fino all'importanza della meritocrazia e alla ribellione verso un sistema gerarchico troppo spesso presente nella società coreana odierna e non solo.
(Kimbo Kim)
La critica
Primo, secondo, terzo, quarto movimento, finale: la scansione narrativa guarda ai moti della musica, le immagini la bramano, Yeonji ne è posseduta, anima troppo docile per essere vera, invece incredibilmente inquieta. Il potere, anche quello dell’arte, è sempre un veleno; la follia e la morte, e con loro la paura e l’ambizione, il corpo e la mente, qui si abbracciano come dentro una maledizione. La musica, le musiche (cercare Frédéric Alvarez tra i credits) sono il muro invalicabile contro cui il film di Kimbo Kim, al suo esordio dietro la macchina da presa, deve sbattere continuamente. Un’opera anche sul cinema, del resto, ma senza che sapremo mai quali immagini ci vengono precluse, cosa e come vedono davvero i personaggi. Perché le strane presenze, qui, sono proprio loro.
(Leonardo Gregorio)
Il regista: Kimbo Kim
Originario della Corea del Sud, ha studiato regia cinematografica a Seul e Praga. È il fondatore della 37th Degree, una società di produzione globale fondata a Seul nel 2014 e che si è espansa negli Stati Uniti nel 2015. Nel corso degli anni, ha prodotto cortometraggi e lungometraggi di successo che sono stati presentati in anteprima ai principali festival internazionali, tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, il New York Film Festival e il Bucheon International Fantastic Film Festival. Ha collaborato con registi di diversi paesi e mira a creare contenuti più multiculturali e senza confini. Forte è il suo primo lungometraggio.
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