Fog
di John Carpenter
Usa 1980, 89'
Programma
– Lunedì 27/10/25
– ore 20:30
– Savoia Cityplex
Titolo originale: The Fog
Sceneggiatura: John Carpenter, Debra Hill
Fotografia: Dean Cundey
Montaggio: Tommy Lee Wallace
Musica: John Carpenter
Scenografia: Tommy Lee Wallace
Costumi: Steven Loomis, Bill Whitten
Trucco e effetti speciali: Rob Bottin
Interpreti: Adrienne Barbeau (Stevie Wayne), Jamie Lee Curtis (Elizabeth Solley), Janet Leigh (Kathy Williams), Tom Atkins (Nick Castle), Hal Holbrook (Padre Malone), John Houseman (Mr. Machen), Rob Bottin (Blake)
Produzione: Debra Hill per Avco Embassy
Distribuzione: Canal+
Sinossi
La cittadina di Antonio Bay si prepara a celebrare il 100° anniversario della sua fondazione. Ma l'arrivo di un minaccioso banco di nebbia porta con sé un segreto dimenticato, legato ai fatti accaduti proprio un secolo prima... Mentre un gruppo di eterogenei personaggi cerca di sfuggire all'abbraccio mortale della nebbia, la speaker radiofonica Stevie Wayne segue la situazione dal faro cittadino e fornisce le indicazioni necessarie a sopravvivere.
The little town of Antonio Bay is ready to celebrate its 100th anniversary. But the arrival of a menacing fog brings back a forgotten secret, linked to the events that took place exactly a century earlier... While a group of various characters try to escape the deadly embrace of the fog, radio announcer Stevie Wayne monitors the situation from the town lighthouse and provides the necessary instructions for survival.

Note di regia
Molte guerre, molti odi e ostilità contemporanee derivano da conflitti antichi. Di solito religiosi. Basta una persona per cominciare e poi il conflitto va avanti all'infinito, inarrestabile. È qualcosa che viene dal passato e ha una presa micidiale. (…) Fog si basa su una storia realmente accaduta da queste parti, a Santa Barbara, in un posto che si chiama Golita. (…) Mi era parso un progetto interessante, quello di trasformare l'episodio in una storia di fantasmi. Dean Cundey è un direttore della fotografia straordinario. A quei tempi non avevamo a disposizione una grande attrezzatura e le luci e i soldi che ci sarebbero voluti. Dean è stato davvero bravissimo.
(John Carpenter, da “John Carpenter” di Giulia D'Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto, Lindau 1999)
La critica
Un film “lieve, impalpabile, aereo”, lo definisce John Carpenter. Ed in effetti Fog è un lavoro singolarmente “aperto” per questo regista concentrazionario, tutto montato su una struttura diffusiva. Il film, del resto, si apre proprio su una spazialità diffusa con la famosa e lunga sequenza dei titoli di testa, infiniti, tutti dilatati su un accadere pervasivo, come il Male che sta attraversando Antonio Bay. Sembra quasi che Carpenter voglia tracciare i perimetri dell'azione, descrivere e circoscrivere l'ambito degli eventi con una dinamica slabbrata, dilatata nello spazio, perimetrale. Dove, per giunta, la scansione larga dei titoli tende a creare un di più di apertura emotiva nello spettatore, dilatando i tempi dell'attesa, piuttosto che chiuderli portandoli verso una conclusione. E diffondendo anche i picchi narrativi in una ubiquità dell'azione che, per contro, porta ad una singolare concentrazione del “luogo” narrativo, in una sorta di “unità di luogo” infinitiva che è poi tipica del cinema di questo autore.
(Massimo Causo, da John Carpenter. La visione oltre l'orrore”, Sorbini Editore, 1995)
Il regista: John Carpenter
Nato a Carthage, nello stato di New York, il 16 Gennaio 1948 è uno dei più autorevoli rappresentanti del nuovo cinema fantastico americano emerso negli anni Settanta: dopo gli studi alla University of Southern California, ha iniziato una carriera da cineasta indipendente, caratterizzata da capolavori come Halloween (1978), Fog (1980), 1997: Fuga da New York (1981), Il Signore del Male (1987), Essi vivono (1988), Vampires (1998). Non è da meno la produzione per gli studios, con film quali La Cosa (1982), Starman (1984), Grosso guaio a Chinatown (1986), Il seme della follia (1994). È anche un apprezzato musicista, come testimoniano molte delle sue colonne sonore e, più di recente, gli album Lost Themes e gli score per la trilogia di Halloween di David Gordon Green.
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